Irlanda e Portogallo sotto assedio


21 Settembre 2010 - La crisi finanziaria torna a farsi sentire nella zona euro; a farne le spese sono stati, nei giorni scorsi, Irlanda e Portogallo, paesi da tempo sotto osservazione, che, ad inizio di settimana, hanno visto espandersi a livelli record il divario fra gli interessi offerti sui loro titoli decennali e quelli offerti dalla Germania.

L’esempio più vistoso si è avuto in Portogallo, dove in poche ore di contrattazioni il tasso d’interesse pagato sul decennale è giunto al 6.5%, il livello più alto dall’ingresso nel sistema euro di Lisbona.

La conseguenza diretta è stata quella del raggiungimento di quota 377 da parte dello spread, così come ad analoghi livelli record è arrivato quello irlandese, la cui forbice rispetto alla Germania ha toccato i 412 punti-base.
In Italia, il Btp, pur risentendo della nuova situazione solo marginalmente, ha toccato invece quota 148 rispetto ai 143 di venerdì 17, segno che non è stato attaccato in modo diretto dalla speculazione.

In Europa la crisi non può ancora considerarsi conclusa. Tuttavia, le principali agenzie di rating, hanno promosso a pieni voti il Fondo europeo di stabilità finanziaria, l’organismo che dovrà contrastare le future crisi finanziarie.

L’euro ha mantenuto quota 1.30 contro dollaro in una giornata caratterizzata da diffusi realizzi sui mercati, spinti all’insù dall’andamento positivo di Wall Street.

Maurizio Zani - XageneFinanza2010



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