Paesi iberici: le rassicurazioni di Zapatero e Socrates ma la crisi incombe


30 Novembre 2010 - Il primo ministro spagnolo Zapatero ha cercato di rassicurare la Comunità internazionale sulla tenuta economica della Spagna. Tuttavia la Banca di Spagna si dimostra preoccupata riguardo al settore immobiliare.

L'economia spagnola non cresce, e il tasso di disoccupazione si mantiene attorno al 20%.
La ripresa avverrà con un certo ritardo rispetto agli altri principali Paesi della Unione Europea.

In Spagna, tra i provvedimenti assunti per ridurre il deficit e ripristinare la fiducia dei mercati, c’è il taglio del 5% degli stipendi degli statali già a partire dal 2010 ( gli stipendi rimarranno congelati per tutto il 2011 ), l'abolizione degli assegni di 2.500 euro previsti per ogni nuova nascita, il blocco per 600 milioni di euro destinati allo sviluppo, oltre alla sospensione della rivalutazione delle pensioni.
I comuni saranno chiamati a risparmiare 1.2 miliardi di euro.

Più grave è la crisi economica del Portogallo. Il Parlamento ha approvato la finanziaria 2011, una manovra da 12 miliardi con tagli nella pubblica amministrazione, blocco delle principali opere pubbliche, l'aumento dell'Iva dal 21 al 23%. L’obiettivo è di ridurre il disavanzo portandolo dal 7.3% previsto nel 2010 al 4.6% per l’anno 2011.
Secondo un editoriale del New York Times, l'Europa è sopravvissuta alla crisi della Grecia, può sopportare un salvataggio di Irlanda e Portogallo, ma non della Spagna, che è troppo grande per fallire. La debacle della Spagna metterebbe in grave pericolo il Progetto Euro.
Un momento importante per valutare la solidità economica della Spagna è rappresentato dal rimborso di 192 miliardi di euro nel 2011.

XageneFinanza2010



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