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- L'Ocse rivede al rialzo le stime per l'Italia
20 Novembre 2009 - La consueta analisi mensile dell’Ocse, rilasciata nei giorni scorsi, rivede col segno positivo le prospettive di crescita dei maggiori Paesi industrializzati, Italia compresa, pur mettendo in guardia ancora una volta che la ripresa in essere sarà modesta ed avrà un andamento fluttuante, con un significativo rischio di disoccupazione.
Le ultime stime degli analisti e degli economisti dell’Organizzazione vedono sì per l’ Italia un prodotto interno lordo in calo del 4,8% quest’anno, ma per il 2010 le previsioni sono orientate verso una crescita dell’1,1%, ben al di sopra delle precedenti valutazioni, ferme ad uno striminzito +0,4%.
Il dato italiano, per una volta, dovrebbe posizionarsi ben al di sopra della media europea, per la quale è prevista una crescita limitata allo 0,9%.
Le previsioni negative riguardo alla situazione del lavoro in Italia sono anche in questo caso migliori di quelle previste per la zona euro: si prevede per l’Italia una disoccupazione al 7,6% quest’ anno, all’8,5% nel 2010 ed all’8,7% nel 2011, mentre la media dell’area europea è del 9,4% nel 2009, del 10,6% e del 10,8% rispettivamente nel 2010 e nel 2011.
Nel capitolo dedicato all’ Italia si legge che le migliorate condizioni finanziarie hanno dato man forte a ricostruire la fiducia ed aumentato la domanda interna. In comune con gli altri Paesi europei, invece, l’Italia deve affrontare l’annoso dilemma dei conti pubblici: il rapporto deficit-Pil è previsto a quota 5,5% quest’anno, al 5,4% nel 2010 ed al 5,1% nel 2011, sempre al di sotto della media europea.
Altrettanto non si può dire, purtroppo, per il debito pubblico che, pur cresciuto a ritmi inferiori ad altri Paesi della zona euro, è previsto nel 2011 in prossimità del 120% del Pil.
Secondo il capo degli economisti dell’Ocse, Elmeskov, c’è la necessità di sforzi importanti di risanamento a partire dal 2011, quando la ripresa tornerà.
A gettare acqua sul fuoco, rimarcando l’ incertezza delle prospettive di crescita, giungono invece le parole di Bini-Smaghi, membro del board della Bce ( Banca centrale europea ), per il quale è importante che il settore finanziario completi la sua ristrutturazione e si adoperi per stare in piedi senza sostegno e per aiutare l’economia nel suo percorso verso la ripresa.
Maurizio Zani - XageneFinanza2009
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